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from_hana
“Children don’t read ‘genres’; they read stories. Below a certain age, they don’t distinguish between ‘true’ and ‘not true,’ because they see no reason that a white rabbit shouldn’t possess a pocket watch, that whales shouldn’t talk, or that sentient beings shouldn’t live on other planets and travel in spaceships. Science-fiction tropes aren’t read as ‘science fiction’; they’re read as fiction. And fiction is read as reality. And sometimes reality lives under the bed and has very large teeth, and it’s no use pretending otherwise.”

—     Margaret Atwood, The New Yorker, June 4 & 11, 2012
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from_hana
18 March 2013 @ 03:18 pm
The thing about patriarchy is that individual men, gay and straight, are often really wonderful people who you love deeply, but they have internalized some really poisonous shit. So every once in a while they say or do something that really shakes you because you’re no longer totally certain they see you as a human being, and you feel totally disempowered to explain that to them.

(via softmonologues)
 
 
from_hana

Sono quelle di cui ci si vergogna, poichè le parole le immiseriscono, le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto. Come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via e potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Quando il segreto rimane chiuso dentro non è per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.


Stephen King, “Stagioni diverse”